SETTEMBRE 2006



Syn si prende cura di S'E (lo fa per la Banca di Credito Cooperativo di Sant'Elena)

Marketing virale e Guerrilla marketing: cosa c'è di utile?


Un'idea vera non è mai banale

La pubblicità fa male (a volte)



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Marketing virale e Guerrilla marketing: cosa c'è di utile?


La risposta è: molto.
Marketing virale e Guerrilla marketing sono due espressioni della comunicazione di oggi che spesso vengono bollate come “cosa vecchia”, dagli addetti ai lavori come dagli imprenditori. Il primo viene liquidato come una versione per il web del buon vecchio passaparola, mentre il secondo faticherebbe a mostrare delle differenze con la pubblicità “classica”, in tutto questo, ma solo in senso positivo, a ben guardare. E possiamo anche passare subito oltre il fatto che nella maggior parte dei casi queste forme di comunicazione costano pochissimo.
Il marketing virale, ad esempio, sfrutta sì il meccanismo del passaparola, ma è molto più indirizzabile, controllabile e soprattutto quantificabile sia in termini economici che di ritorno d'immagine. Azioni e spot vengono diffusi via web attraverso canali da scegliere con cura e moltiplicano (in modo, appunto, virale) la loro diffusione presso il pubblico interessato. Quest'ultimo mostra sempre di apprezzare uno spirito ed un taglio fuori dai canoni spesso un po' ingessati della pubblicità classica: un approccio favorito da un utilizzo del web per molti aspetti ormai maturo e spesso alternativo ad altri mezzi classici come tv e carta stampata.

Due esempi noti: lo spot virale della Ford SportKa, presentata come “la gemella cattiva”, e un episodio della premiatissima campagna “sportiva” dei preservativi Trojan.
Due esempi che hanno avuto modo di girare nelle caselle email di tutto il mondo anche come filmati divertenti, aumentando a dismisura la notorietà dei marchi e dei prodotti come potrebbe fare una capagna tv o stampa massiccia ma con costi sicuramente molto minori.

Il Guerrilla marketing deve il suo nome al fatto di agire principalmente sul territorio, “casa per casa”. Spesso ci sono polemiche sul fatto che questa pratica possa essere invasiva, nell'estendersi in ogni spazio “libero” visibile del nostro quotidiano, ma i casi migliori utilizzano appunto quanto ci sta intorno in modo da farlo parlare in modo interessante.
In questo esempio, il caffé Folgers “maschera” da tazza di caffé i tombini di New York City, che quando fumano al mattino giustificano in modo divertente la scritta intorno che recita: “Hey, città che non dorme mai, sveglia!”, citando la nota canzone “New York, New York”.
Quest'altro esempio è molto chiaro e “democratico”: anche chi guida ubriaco ha diritto ad un parcheggio riservato.

Più che di “cose nuove”, è il caso quindi di considerare Guerrilla marketing e marketing virale come mezzi utili per arrivare al vostro pubblico in modo concreto evitando i rischi di noia e scarsa incisività che, per molte tipologie di prodotto, la pubblicità di stampo più classico ormai porta con sé.